Inserito il 30 maggio 2009 alle 12:43:00 da amministratore. IT - Parrocchia San Giuseppe Catenanuova
Catenanuova, in provincia di Enna, è un paese di oltre 5.000 abitanti con una densità di 452,28 ab. a kmq su un territorio di 11,17 kmq.
Geografia e collegamentiIl centro urbano, originariamente posto sulla regia trazzera che collegava Palermo a Catania, sorge a 170 mt. di altitudine, alla sinistra del fiume Dittaino (l’antico Crisa); è al centro di una conca circondata a nord dai monti di Centuripe; a sud-ovest dal territorio di Agira (En), a ovest da quello di Regalbuto (En); si affaccia nella valle degli eremi, delimitata a sud dalle ultime propaggini dei monti Erei, costituite dai monti Turcisi, Iudica e Scalpello sulle cui vette, sino agli inizi del 1700, sorgevano rispettivamente gli eremi di San Giacomo, di San Michele Arcangelo, e di Maria Santissima del Rosario (ancora esistente), da cui si può godere un amplissimo panorama che va da Enna all’Etna e alla pianura di Catania.

Poco distante dal centro urbano della cittadina sorge il fondaco Cuba, che ha ospitato Vittorio Amedeo II e il poeta tedesco J. W. Goethe, nel XVIII secolo.
Ben collegato dal punto di vista viario, Catenanuova è facilmente raggiungibile; dista infatti 500 mt. circa dallo svincolo dell’autostrada A19 Catania - Palermo; è dotato di una stazione ferroviaria sulla linea Milano–Catania–Agrigento e Catania–Palermo, fruisce dei servizi di autobus che collegano il paese a Catania, Palermo e agli altri comuni dell’entroterra ennese.
Storia e curiositàCatenanuova venne fondata intorno al 1727-1733 dal Principe Andrea Giuseppe Riggio-Statella nel suo feudo di Melinventre secondo il volere della madre. Quest'ultima, rimasta vedova, nel proprio testamento redatto il 21 luglio 1713 richiedeva al figlio ed erede universale di fondare una nuova città
"...in qual futuro tempo nel suo feudo di Melinventre si fabbricasse la Terra e vi fosse fondato l'Arcipretato..." nella piccola chiesa della Sacra Famiglia, già esistente poiché edificata dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693.
Andrea Riggio prese l'investitura del feudo di Melinventre l'8 marzo 1722 all'età di 20 anni. Essendo poco più che adolescente, attese circa un decennio prima di eseguire le volontà della madre, tanto che, nel 1726 inoltrò richiesta per la fondazione del nuovo centro urbano a sua Maestà il Re di Sicilia Carlo VI, affinché gli venisse concessa l'autorizzazione. Carlo VI in data 11 settembre 1726 accordò la richiesta avanzata dal Principe Andrea Riggio, anche se il permesso definitivo gli fu dato nel 1731.
Tra il 1731 e il 1736 Catenanuova divenne un piccolo nucleo urbano ed ebbe la sua piena autonomia, il Principe dunque, fece erigere il suo palazzo che servì anche da municipio (abbattuto nel 1976 per edificare quello attuale) di fronte alla predetta chiesa, e alcune abitazioni attorno ad esso, così iniziò il processo di popolazione. Fece spianare ampie e rette vie e nel giro di poco tempo Catenanuova assunse il ruolo di cittadina vera e propria.
Il nome derivò da Aci Catena (CT), da cui deriva anche il nome della famiglia del fondatore, "Principi della Catena", ossia "Principi di Aci Catena", derivante a sua volta dal culto alla Madonna della Catena. Dizione etimologica tuttora usata per indicare Aci Catena in lingua siciliana: "a Catina"; infatti inizialmente la chiamarono Terra della Nuova Catena, poi Catena la Nuova, e infine Catenanuova.

Lo stemma venne creato unendo quattro blasoni, rispettivamente quelli della famiglia paterna e materna del fondatore, vale a dire Riggio-Saladino e Statella-Paternò. Tale simbolo venne utilizzato come sigillo comunale dal 1736 al 1812, e inoltre venne scolpito in bassorilievo nel fonte battesimale di marmo (del 1738) e dipinto sulla base del simulacro della compatrona, Maria Santissima delle Grazie (del 1750), entrambi nella Parrocchia San Giuseppe.
Altri palazzi vennero edificati nel corso del XIX secolo.
Appartenne alla Provincia di Catania dalla sua nascita fino al 1926, quando Enna fu eretta capoluogo di provincia.
Il 7 aprile 2003 è stato decretato il nuovo stemma e gonfalone comunale.
Le attività principali sono l'agricoltura (grano, agrumeti, ortaggi) e l'artigianato (lavorazione del legno e del ferro).
Il 10 agosto 1999 Catenanuova registrò una temperatura di +48,5 °C che è tuttora il valore più alto mai registrato in Italia e in tutta Europa, visto che i +50,0 °C di Siviglia del 4 agosto 1881 non sono stati registrati con strumenti a norma e scartati dal Servizio Meteorologico Spagnolo già dagli anni 30.
Clicca qui per vedere il video della Catenanuova di ieri:http://www.youtube.com/watch_popup?v=Sw77hv7MO2kParco San ProsperoIl Parco San Prospero di Catenanuova è così denominato perché, fino al 1985, con il ricavato del raccolto effettuato in esso gli amministratori comunali finanziavano la festa del patrono san Prospero martire.
Il 12 settembre 1985, il Comune stipulò una convenzione con l'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Enna, per far nascere un'area verde attrezzata, unica nel comprensorio. Esso si estende per 4 ettari di terreno con oltre duemila alberi, e si trova in contrada Censi, nella parte alta di Catenanuova; è molto ricco di abeti, cipressi, pini, e altre specie di alberi, i quali suddividono l'intera area in quattro parti uguali, contornati da vialetti, di cui una adibita a giochi per bambini, e le altre tre a salotti completi di mense per scampagnate, e soprattutto di barbecue in pietra.
Ogni anno nella seconda domenica di ottobre si svolge un'intera giornata di festa e degustazione di prodotti tipici.
Edifici SacriCatenanuova oltre alla Chiesa San Giuseppe (unica Parrocchia della città) edificata agli inizi del 1700, conta altri edifici sacri: la Chiesa Maria SS. Immacolata edificata nel 1908 e la Chiesa dell’Istituto Santa Chiara edificata intorno al 1950.